Gradara

Il mastio è stato costruito attorno al 1150 dalla potente famiglia dei De Griffo, ma furono i Malatesta a costruire la Fortezza e le due cinte di mura tra il XIII ed il XIV secolo e dare a Gradara l’aspetto attuale. Gradara passerà di mano diverse volte, ed alcune tra le più importanti casate della penisola si contenderanno il suo possesso: i Borgia, i Della Rovere, i Medici. L’ottimo stato di conservazione della Rocca lo si deve all’ing. Umberto Zanvettori che, attorno al 1920 riporterà la fortezza alla sua antica bellezza. Gradara sorge in un territorio ricco d’ulivi, vigneti e dall’antica tradizione culinaria.

Le tipiche trattorie ed i ristoranti di Gradara offrono un’ottima cucina marchigiano-romagnola, quindi è possibile gustare piatti delle tradizioni gastronomiche sia delle Marche sia dell’Emilia Romagna. Il Piatto tipico di Gradara sono i “Tagliolini con la Bomba”; un piatto della tradizione contadina con un nome curioso che deriva dalla modalità di preparazione. Con l’iniziativa “Il Medioevo a Tavola”, Gradara mette in campo la sua vocazione per la storia e per il medioevo in particolare con giornate dedicate alla cucina medievale organizzate nel corso dell`anno, nelle quali i ristoranti del borgo si trasformano in taverne quattrocentesche, un vero e proprio salto nel passato.

L’evento principale di Gradara è “Assedio al Castello”, la rievocazione storica del terribile assedio del 1446. La rievocazione si svolge il penultimo week end di luglio e viene aperta da un grande spettacolo piromusicale e da una rievocazione dell’assedio con più di cento figuranti, cavalli ed effetti speciali. Seguono le giornate medioevali all’interno del centro storico. Da non perdere anche The Dragon Castle, il festival celtico più magico d’Italia dedicato alle fiabe e ai sogni per riscoprire il fascino di un mondo che vive e si nutre di fantasia.

Curiosità
La tradizione vuole che la storia di Paolo e Francesca, i due amanti che Dante collocherà nel girone dei lussuriosi, abbia avuto come teatro il Castello di Gradara. Condannati alla dannazione eterna ma anche all’eterna commemorazione, i due personaggi sono il simbolo dell’amore puro ed incondizionato.